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Presentazione del libro

La prima opera di una collana di narrativa e storia in Toscana

Il Prof. D'Alessio ha da sempre coltivato (a latere) un vivo interesse per la Storia patria, ereditato dal padre, deceduto nel 1979 (Colonnello d'Artiglieria prima, Generale poi, ex combattente nelle due guerre mondiali, pluridecorato al V.M. nella prima per la conquista della cima di Monte Adamello, ex Comandante di tutta l'Artiglieria all'Isola d'Elba dal 1938 al 1943, ex deportato militare in Polonia prima, in Germania poi, avendo rifiutato l'adesione alla R.S.I.). Egli è Socio Sostenitore dell'ANEI (Associazione Nazionale Ex-Internati) con la rivista "Noi del Lager" e dell'Istituto Nastro Azzurro con rivista omonima.  

Un uniforme "stile di guida"

Tutto ciò premesso, l'Autore tiene a precisare che questo suo nuovo libro non vuole essere una copia del precedente bensì rappresentare un uniforme stile di guida, un unico filo conduttore che è quello cronologico. In "Un passato che parla" erano descritti gli eventi dal 1938 al 1945 (da "venti di guerra" al ritorno del padre dalla prigionia). In questo nuovo lavoro si va da un passato remoto (non descritto prima) "radici del passato" ad un futuro remoto, nuovo, insperato, difficile, comunque tutt'e due sempre seguiti più o meno direttamente dall'Autore stesso. Tra le radici del passato, essenzialmente dobbiamo riferirci alla figura del nonno materno Casimiro Giannini (nato a Lucca nel 1849 e morto a Viareggio nel 1931) e di sua figlia Fernanda, madre dell'Autore (nata a Roma l'8 settembre 1896 e morta a Firenze il 25 ottobre 1979). Entrambi, padre e figlia, hanno importanza in questi ricordi/testimonianze della vita italiana di allora, a confronto con quella di ora. Nonno Casimiro fu Corazziere a Cavallo (fanfara con l'elmo e la criniera di cavallo bianca) come Brigadiere al servizio di Vittorio Emanuele II (primo Re d'Italia) sino al 1878 (anno della sua morte) prima, e di Umberto I poi. Congedato dai Corazzieri, fu richiamato in servizio di sorveglianza interna (come commesso) presso la Camera dei Deputati a Montecitorio. Scrisse un diario sulle sue esperienze ma purtroppo questi documenti, che l'Autore ebbe modo di vedere nella sua infanzia, furono poi buttati nel fuoco come carta straccia (sic!) per alimentare una stufetta in ferro nei freddi inverni 1943/44 a Firenze. Mamma Fernanda, d'altro canto, raccontava al figlio Roberto la sua vita a Roma, dove viveva con i genitori, nei primi anni del '900, sulla prima guerra mondiale 1915/18, sul dopoguerra con le violenze da parte dei rossi (socialisti estremisti = futuri comunisti, prima) e dei neri (fascisti estremisti, poi).

Un tuffo nella storia

Tornando al libro, l'Autore ha ricordato le guerre fasciste: quella d'Etiopia (1935/36), di Spagna (1936/37), per ultima la seconda guerra mondiale (1940/45) ed ha continuato sino al traguardo principale da ragazzo: la maturità classica, conseguita a pieni voti nella prima sessione del luglio 1946 presso il Liceo Michelangiolo di Firenze. Non ha toccato argomenti importanti quali il Referendum Costituzionale per non dare un'impronta politica al lavoro. Non ha mai dimenticato quella notizia data sulla scaletta della casa colonica a Schiopparello (Portoferraio) presente papà Francesco, da parte di un Ufficiale di Marina al mattino del 10 settembre 1943: "Roberto, lo sai che ieri mattina l'Aviazione tedesca ha colato a picco la Corazzata Roma?". Dopo 70 anni di inutile attesa, il Prof. D'Alessio è venuto in possesso di un lavoro del 2013, illustrato, dell'Ing. Guido Gay, italo-svizzero, dal quale risulta che egli con il suo catamarano oceanico e con la sofisticata strumentazione elettronica sottomarina a bordo, ha scoperto finalmente la "tomba" della nostra Nave Ammiraglia! E con questa bella notizia l'Autore pone la parola FINE al suo libro, augurando proficua lettura al lettore.
 Il cannone dell’ Adamello
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